Fiori Ciechi di Maria Antonietta Pinna, recensione di Sara Rania, alias Kitsuné

fleurs ciechi
Sotto un libro dalla copertina coloratissima, dominata da un bel blu e screziata di giallo e rosso vermiglio (frutto dell’estro del pittore Francesco Montagnoli) vivono i personaggi di “Fiori Ciechi”, romanzo d’esordio della giovane scrittrice sassarese Maria Antonietta Pinna, classe 1972, letterata specializzata in Criminologia e con la passione dei tomi storici.
Il testo è composto da due racconti autonomi, che non si assomigliano molto a dire il vero, ma procedono analizzando, ognuno per sé, tematiche quasi complementari, e stringendo in due proporzioni ineguali, a beneficio del primo “Fiori Ciechi” e “Probobacter”. Come intermezzi illustrativi otto tavole realizzate dal pittore Carlo Farina, che marcano e illustrano i passaggi chiave dei due racconti, guidando l’esplorazione dei lettori in un mondo che unisce elementi del reale a numerose suggestioni dell’immaginario.
E tra gli strambi abitanti di Florandia, utopia che sta cedendo alle seduzioni immorali dell’umanità, piegandosi alle piaghe irrimediabili della guerra e del razzismo, un autore teatrale ritrova le ragioni stesse della sua ispirazione, rincorrendo le maieutiche strade della difficile filiazione di un’idea.

Tra preoccupazioni ecologiche quanto mai attuali e riflessioni sulle disparità sociali che passano per una realtà fantastica, eppure quanto mai prossima, abbiamo ritrovato un personaggio affetto da una sindrome nella quale molti lettori ipertrofici non faranno fatica a riconoscersi:

Remo ha contratto una malattia rara, grave e asso­lutamente incurabile. Soffre di bibliofilia acuta cronica galoppante. Non esiste al mondo panacea che possa guarirlo. Anzi tende a peggiorare col tempo. Vive in un piccolissimo fungo ingombro di libri stipati dentro cas­sette di plastica, una sull’altra, lunghissime pile, fino al soffitto, in precario equilibrio. Cassette ricolme di volu­mi e fascicoli dappertutto, in bagno, in cucina, in ca­mera da letto, nel ripostiglio, nel corridoio, davanti al­ l’armadio, alla finestra. E Remo continua a comprare e leggere libri su libri, sempre di più, senza tregua. Non c’è cura, peggiora di giorno in giorno.

(Estratto p. 78)

Fiori Ciechi
Maria Antonietta Pinna
Annulli Editori
Collana “NarrAzioni”
Agosto 2012
ISBN: 978-88-95187-35-8
pp.144

Via | annullieditori.it/maria_antonietta_pinna

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