“La prof. mi ha copiato, le ho fatto causa”, intervista di Sul Romanzo ripresa da “L’espresso”

25877_101409846567748_909976_n[1]Questa intervista è stata realizzata dal blog “Sul Romanzo” a Maria Antonietta Pinna. “L’espresso” la riporta qui di seguito per dovere di cronaca (si tratta di una denuncia grave).

(26 febbraio 2010)

Ciao Maria Antonietta, abbiamo deciso di raccontare brevemente che cosa ti è accaduto per fornire ulteriori elementi di discussione ai nostri lettori riguardo un caso di “furto” accademico. Ma iniziamo dall’inizio: quando e dove ti sei laureata? Titolo e argomento della tua tesi?

Mi sono laureata all’Università degli Studi di Sassari, Facoltà di Magistero, il 28 giugno 1999, giorno del mio compleanno. La Tesi: “Il Collegio dei Nobili di Parma agli inizi del Settecento”: già giudicata favorevolmente dalla Casa Editrice Battei, è dotata di un notevole apparato di note e di una ricca bibliografia. Si tratta de l’analisi, il commento e la trascrizione fedele della Regola di un documento d’archivio o manoscritto inedito risalente agli anni 1710-13: Gallarate, Collegium Aloysianum, Archivio storico, Diario del Collegio dei Nobili. Regole, Avvisi, Istruzioni pel Convitto de’ Nobili in Parma. Il documento che si divide in due parti, Regola e Diario, descrive la vita di nobili convittori all’interno di un collegio diretto dai gesuiti. Il volume, frutto di un lavoro certosino ed attento durato quasi un anno, si sofferma sugli aspetti più curiosi ed interessanti della vita quotidiana dei collegiali, mettendone in evidenza le abitudini alimentari, l’abbigliamento, le norme di comportamento, le malattie e tutte le attività svolte: teatro, esercizi cavallereschi, giochi, etc.

Nome del tuo relatore? Altri nomi da segnalare?

Il relatore prof. Antonio Manconi, correlatori Miriam Turrini, e Raimondo Turtas.

Poi che cosa è accaduto?

Dato che vendo libri sul web, navigando, per caso ho notato il titolo di una pubblicazione: “Il giovin Signore in Collegio”, di Miriam Turrini a cura di Gian Paolo Brizzi, titolo recensito anche dalla Gazzetta di Parma con frasi elogiative. Si trattava della trascrizione di un documento manoscritto inedito riguardante la vita e le attività degli studenti del Collegio dei Nobili di Parma, per gli anni 1710-1713.
Mi insospettisco.
L’indomani mattina vado alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e trovo facilmente il libro.
Perfetto.
Il dubbio si tramuta in dolorosa certezza. In pratica Miriam Turrini si è pubblicata tutta la mia tesi di laurea. Il documento in appendice è la fotocopia della mia trascrizione. Ma il fatto che colpisce di più è che la docente si è esercitata col copia e incolla pure sul saggio introduttivo.
In pratica tutto il documento trascritto da me nella tesi di laurea (da pag. 417 a pag. 613) è contenuto interamente nel libro della Turrini. Inoltre:
Tesi Pinna: pag. 417-418 corrisponde a pag. 312-313 libro Turrini
Tesi Pinna pag. 419 a 447 corrisponde a: da pag. 435 a 454 libro Turrini.
Tesi Pinna da pag. 448 a 456 corrisponde a: da pag. 267 a pag. 271 libro Turrini
Tesi Pinna pag. 457 corrisponde pag. 456 libro Turrini
Tesi Pinna da pag. 458 a 613 corrisponde a: da pag. 457 a pag. 555 libro Turrini, etc.etc.
Questo per citare soltanto alcuni esempi.

Quali sono stati i tuoi primi pensieri dopo l’amara scoperta?

Il primo pensiero è stato quello di fare una denuncia.

E le prime tue azioni?

Ho scritto un articolo: “I sorbonagri, storia di un plagio” che è stato pubblicato su Internet da vari siti in particolare dal sito “Emigrati Sardi”. L’articolo è stato pubblicato anche da un giornale siciliano: “La voce dell’Isola”.
Ho scritto a “Mi manda Rai Tre”. Letizia Maurelli mi ha risposto. Tutto bene. Dovevo andare in onda per raccontare la storia del plagio. Dopo che hanno saputo i nomi dei professori coinvolti nella storia, hanno fatto dietro-front. La Maurelli mi ha detto che “son cose che succedono”. “Il pubblico non è interessato a questo genere di storie”.
Ho scritto anche alla Gazzetta di Parma che ha pubblicato una recensione sul libro. Mi hanno risposto con sufficienza, sostenendo che quello che dicevo non poteva in alcun modo interessarli.

Parlaci dello stato attuale delle cose.

Ho presentato una denuncia per plagio letterario. La causa dovrebbe finire a maggio. Il libro di Miriam Turrini è stato presentato a dotti convegni di altrettanto dotti professori che ne hanno lodato il contenuto. Viene venduto in libreria e su web. Questo è lo stato attuale delle cose.

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