Recensione di Fiori ciechi di Oriana Tardo

Di Oriana Tardo

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Fiori ciechi di Maria Antonietta Pinna: il libro tra le mani e la copertina, come una vertigine, mi fa oscillare gli occhi, a guardarla da vicino. Prima d’ora l’avevo vista solo in foto, lontana e intangibile. Come lontana e intangibile sembra dapprima essere Florandia, la Repubblica dei Fiori, man mano che scorro le prime pagine del libro. Dico “sembra”, lontana e intangibile, per la sua forma fiabesca, ma mi accorgo che non è poi tanto lontana dalla realtà, la nostra realtà, o quella che gli uomini credono di possedere. Vengo catapultata in una dimensione surreale, approdo dell’assurdo, catturata dai Fiori, nonno Petalo e i garofani, come Alice nel paese delle meraviglie. Mi scappa qualche sorriso divertito, incontrando ironia e improvvise rime che sbucano, di tanto in tanto, dalla prosa. Questo romanzo non attende di trascinarti nella lettura, non ti da il tempo di pensare che adesso avresti altro da fare, per cui potresti riprendere la lettura in un altro momento, no, no, lui sta lì, arreso fra le tue mani, e non ti molla! Dico “catapultata”, perché davvero mi sono ritrovata dentro questo magico paesaggio microcosmico, coi sensi lontani dalla mia stanza e sparsi tra le righe del libro. Un viaggio alla ricerca dell’Idea, che se poi è anche incinta, non penso affatto di interrompere la lettura. Un viaggio viscerale, che attraversa il corpo per raggiungere la mente, mescolando realtà e fantasia. Direi quasi invertendole… Una guerra capitanata dal presidente, direi hitleriano, Pistillo… L’essere uomini e l’essere fiori, qualcosa li accomuna? Sono gli uomini la specie evoluta? In questo romanzo tutto si ribalta e torna indietro, il cerchio si chiude e ci lascia riflettere.
Chiuso il libro, mi sono chiesta… Perché mai un’opera di questo spessore, che quasi si avvicina a Lewis Carroll, non riscuote il successo che altri romanzetti Mocci-osi e Volo..ehm volevo dire Vol-anti (a buon intenditore poche parole!), invece, riscuotono? Solita, retorica, domanda ma…va fatta, sempre!
Questo romanzo è un’opera letteraria e dimostrazione del fatto che la letteratura contemporanea esiste, è nascosta ma germoglia… come Fiori Ciechi!

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