Lettera aperta al prof. Gian Paolo Brizzi

21_G_P_Brizzi_conclvenerdì 3 maggio 2013

Lettera aperta al professor Gian Paolo Brizzi

di Maria Antonietta Pinna

Gentile professor Brizzi,

rispondo con questa mia modesta letterina, a quanto da lei postato nel sito dell’autorevole rivista L’Espresso in data 27 febbraio 2010. Ho aspettato lungo la riva del fiume che il suo cadavere di menzogne e bugie passasse e dopo lungo attendere eccolo. Il 2 maggio 2013 passa. Tre anni dopo. Saper attendere è una qualità che mi vanto di possedere.
Ma passiamo ai fatti. Tre anni fa scoprivo che lei e la pregevole dottoressa Miriam Turrini, allieva del professor Prodi, avete dato alle stampe per la casa editrice Clueb il saggio “Il Giovin Signore in collegio”, autentica e scandalosa fotocopia della mia tesi di laurea “Il Collegio dei Nobili di Parma agli inizi del Settecento”. Ho denunciato per plagio letterario le vostre maestà. Non l’avete digerita bene e dopo l’intervista di Morgan Palmas per il blog Sul Romanzo, in cui davo indicazione di tutte le pagine copiate a menadito, mi avete denunciato per diffamazione. Eh sì, non potevo dire in questo Paese di silenzi e pecore, che vi siete esercitati parecchio con il copia e incolla. Invece di rispondere alle mie accuse, o Maestà potentissime, vi siete limitati a minimizzare il mio lavoro di scrittrice e recensionista, dall’alto del vostro pulpito di scopiazzoni del lavoro altrui.
E proprio lei, Sire, emerito professor Brizzi Gian Paolo, ordinario di storia moderna all’università di Bologna, così si esprimeva, dopo aver letto le mie accuse. Sono meno brava di lei, ma copio e incollo di seguito:

“E questa una storia che insegna molte cose. Primo insegnamento. sparla sparla, qualcosa resterà. Fin qua ha vinto Pinna. Ma a quanti hanno postato il proprio commento chiedo: è lecito dispensare giudizi senza capire con quale partito ci si stia schierando? potreste cercare di conoscere meglio Turrini, collegandovi al catalogo ICCU. Pinna insinua anche che con il plagio presunto Turrini ne avrebbe ricavato vantaggi. Di carriera? Si informino, è loro dovere morale: potrei fornire dati incontrovertibili. Economici? Se non si trattasse di un caso penoso ci sarebbe da ridere. Mi chiedo piuttosto: come mai in tutti questi anni una studiosa di qualità, quale Pinna lascia intendere di essere, non abbia pubblicato alcunché se non risibili recensioni e raccontini modestissimi? Credo che Pinna troverà la sua strada solo quando si renderà conto che non basta raccontare e raccontarsi delle storie per fare i conti con la propria vita e con le proprie presunte qualità”.

Rispondo oggi a queste sue parole con una sentenza del Tribunale di Ferrara, emessa il 2 maggio 2013, da un giudice coscienzioso:

IL GIUDICE ASSOLVE MARIA ANTONIETTA PINNA DALL’ACCUSA DI DIFFAMAZIONE NEI CONFRONTI DI MIRIAM TURRINI E GIAN PAOLO BRIZZI.

Di conseguenza, Maestà, scriverò probabilmente “raccontini” e “risibili recensioni”, ma resta il fatto che secondo un giudice io posso dire che lei, Sire, si è INTERAMENTE COPIATO LA MIA TESI DI LAUREA, PERCHE’ QUEST’AFFERMAZIONE NON COSTITUISCE AFFATTO DIFFAMAZIONE.

PUNTO.

P.S. Professore, la è si scrive con l’accento. Lo sanno tutti, anche quelli che scrivono raccontini… E dopo il punto ci vuole la maiuscola.

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