E la porta ululava come iena

dalì 2

E la porta ululava come iena

Maria Antonietta Pinna

da “Crisopeie in tagli vivi”

E la porta ululava come iena,
sui cardini torti del tuo cuore
dalla consistenza di falena,
sull’incostanza della tua lingua
aliena di cometa erodi cielo.
In transitorio assetto di falco pellegrino
sopra una rupe vaga di bugie
madreperlacee, prendi la mira e voli,
con l’artiglio lanceolato afferri chiome di luna piena
e cocci d’anime impreviste
dentro le spoglie vampiresche della notte
cieca che ingurgita pensieri
e la mia carne di pietra sublimata.
Eppure l’intorbidata deiezione del tuo sguardo
non ha speranze di rapirmi l’ombra,
potrebbe perdersi piuttosto
nel mio oceano mare
e scordarsi la strada
per tornare,
abbarbicato ad un canto di sirena
che vede le tue labbra sanguinare
tra pesci palla ed urli di cometa.

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