Mata Hari, da “Lo strazio”, Maria Antonietta Pinna

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Mata Hari

Sfontana il tempio
negli ambulacri,
la vena d’arte,
il canto
che ti fu d’esempio,
di Siva nuda
segreti sacri,
intanto,
druda,
da una parte
respiri vaporosi prismi,
la liturgia,
gli stigmi
dell’esiziale sua magia,
baiadera di codici
ti mostri,
giochi le tue carte,
i tuoi simpatici inchiostri.
Della dilruba soavi
i fremiti
son ora dodici
zuavi
gemiti.

Mata Hari, da Lo strazio, di prossima pubblicazione con Marco Saya Editore

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One thought on “Mata Hari, da “Lo strazio”, Maria Antonietta Pinna

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