Recensione di “Fiori ciechi” su Neurotopia, il blog di Giovanni Sicuranza

FIORI CIECHI E PCPC

Ancora una volta la trovo.
E’ nelle atmosfere, nello stile, nella ombrosità frizzante, è nel levitare della metafora, quella priva degli orpelli della pedanteria.
E’ lì che ritrovo la bella Narrativa.
“Fiori ciechi”, copertina; Annulli Editori:
http://www.annullieditori.it/maria_antonietta_pinna_-_fiori_ciechi.html

Ho appena terminato di leggere “Fiori ciechi”, di Maria Antonietta Pinna, con il salto nel vuoto dell’acquisto on-line di un libro sconosciuto, da un’autrice sconosciuta.
Le sfumature di alcune tematiche, come il “memoricidio”, sono a me care, ma non è questo il motivo portante che mi spinge a segnalare un’esordiente/emergente.
“Fiori ciechi” è un libro che immaginerei trasposto cinematograficamente nei colori intensi, cupi, con pennellate ironiche, di Tim Burton, in un’animazione a stop-motion, magari.
“Fiori ciechi” ha le suggestioni che mi ha dato “Tim Burton’s The Nightmare Before Christmas”, potrei quasi sentirne le musiche mentre leggo di Florianda e del Probobacter.
“Florandia”, in particolare, il racconto che maggiormente compone “Fiori ciechi”, è stupore di prospettive, di innovazioni, di messaggi privi di retorica buonista.
Ho prestato il libro ad una collega, sapendo che sa leggere (arte di pochi) e, soprattutto, che finita la lettura mi restituirà questo piccolo gioiello di narrativa. Perché lo scrittore, quello sottostimato dal mercato editoriale, quando vale ha bisogno della voce del lettore.

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